URBASCOPE: Mappe urbane.

Quando calcolare itinerari stradali, percorsi e distanze non è la sola funzione della mappa.

Spesso quando inizio a scrivere seguo un piccolo rito, soprattutto per sconfiggere la terribile paura da pagina bianca, che consiste nello scartabellare in dizionari etimologici le radici di quelle che mi paiono essere le parole chiave, ovvero le stelle del nord di un qualunque scritto valido o pensiero lucido.  Questo ho fatto anche stavolta, e, amen, correrò il rischio di essere banale, ma vorrei iniziare proprio da qui. Comunicare viene dal greco koinomia, comunità, assorbito poi dal latino nel verbo communicare, ovvero rendere comune, raggruppare:  facilmente inferibile è dunque l’idea di reciprocità e quindi di Altro.

Perché parliamo di comunic-azione? Perché, rullo di tamburi, il protagonista centrale di questa rubrica di street art è lo spazio urbano, e qual è lo spazio comunicativo per eccellenza se non proprio quello della città?

Lo spazio pubblico è terreno di studio non solo di urbanisti, architetti, ma anche filosofi, antropologi, scrittori, artisti e perché no anche giornalisti. E questo perché non è solo un luogo geografico, mappabile, dove si muovono differenti attori sociali, Noi per capirci, che ingloba anche servizi privati, dal bar al ristorante, dai locutori ai trasporti. Ma è anche spazio pubblico spazio immateriale, dove si formano e  circolano le opinioni, dove si diffondono i messaggi mediatici (pensiamo al fenomeno free press, internet e la logica del think tank).

Quindi controllare lo spazio comune significa anche poter gestire la circolazione di informazioni: le grandi multinazionali fanno la corsa a acquistare lo spazio pubblicitario più grande nel centro di qualunque città, la politica coordina gli spazi in modo da poterli controllare più facilmente: dal mercato all’autorità lo spazio è specchio dei rapporti di potere della nostra società, quelli che Foucault chiamava rapporti di dominazione.

Il conformismo però è sempre instabile, basta un poco di distanziamento, un minimo sindacale di diversità, e, ecco fatto, niente è più prevedibile, da consumatori possiamo diventare produttori, trasformandoci in fonte di informazione.  E ecco che qui interviene il secondo concetto chiave: Internet.

Qualunque privato cittadino può aprirsi al mondo, esprimere ciò che gli piace, difendere le sue idee, mostrare le sue scoperte, e non solo davanti a uno spritz con un amico, ma al mondo intero: a chiunque interessi. E se guarda caso interessa a molti ecco che può davvero trovare visibilità.

Su questa forza virale della street art lavora Urbascope,  un software gratuito (ancora in versione Beta) che mappa la nostra città a mò di Google Maps, con una variante. Se quest’ultimo ci aiuta a sapere qual è la strada più veloce in macchina per andare al ristorante, ci mostra le foto del quartiere di Malaga dove abbiamo trovato appartamento, non ci aiuta però a vedere la città come quello che è: un museo d’arte classica e contemporanea all’aria aperta. Urbascope ti dice dove puoi trovare il nuovo graffiti del tuo artista preferito, che architetto ha costruito la strana casa che vedi ogni giorno sulla strada per andare a lavoro, insomma studia al microscopio il trattamento artistico de l paesaggio urbano.

Ogni utente può contribuire scovando nuove opere, condividendo le proprie foto e mappandole nella sezione signaler un bug. Per non essere da meno lanciamo il nostro primo segnale, un bug padovano, dando qualche indirizzo per poter vedere il lavoro dell’artista  Kenny Random.

Un mini itinerario che va da via Savonarola a via Roma finendo in Via Vescovado, per scoprire i disegni di questo misterioso maghetto, provare a fermarci un attimo quando passeremo sotto quell’arcobaleno di farfalle e prenderci il lusso di pensare che non stiamo semplicemente passando sotto un portico, ma che stiamo attraversando un’opera d’arte. Qui, ora.

www.urbamedia.com/urbascope, sul sito urbamedia potete trovare ancora info sul software (tra l’altro si scopre che la Paris street art sta appoggiando e finanziando il progetto).

Sul sito di Kenny Random  www.kennyrandom.com invece potete trovare altre foto del suo lavoro nella sezione Fine Art.

 

 

Virginia Negro

Annunci

5 thoughts on “URBASCOPE: Mappe urbane.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...