A las cinco de la tarde

Il rituale grido silenzioso celebra il quasi compleanno dell’indignazione collettiva: una cerimonia emozionante dopo un anno di lotta, un anno in cui il movimento è cresciuto tra scandali Reali e giudiziari, e mentre il PP otteneva il miglior risultato elettorale della sua storia. Nella corrida il pubblico manifesta il suo disprezzo per il matador con il silenzio.  Ma questa è una festa- siamo pur sempre ad un anniversario- e il 15M si festeggia sventolando all’aria  migliaia di fazzoletti bianchi. Nella lingua della tauromachia il fazzoletto bianco è l’applauso allo spettacolo. Il movimento pacifico ringrazia la piazza, dopo un anno ancora attiva, presente: lo testimoniano le 40 000 persone solo a Madrid. Ma il ciclo, si sa, si rinnova all’infinito, e ritornano le cariche prepotenti della polizia. Durante la scorsa notte le acampade sono state sgomberate. La risposta dalla rete è immediata: #volveremosalascinco.

Di fronte ai filmati che dimostrano la violenza con cui è avvenuto lo sgombero, una classe politica che ha perduto il senso del pudore ma non il livore verso una VERA opinione pubblica afferma che manifestare è illegale in quanto suppone una privatizzazione dello spazio pubblico. Ma dov’è finito il sano e umano- e una volta addirittura banale-senso di colpa per il fallimento della Caja de Ahorros dove il PP della Aguirre ha collocato decine di amici e familiari? O per le responsabilità del governo nel caso Miguel Blesa?Responsabilità che non si limitano a essere civiche, politiche ma anche, e soprattutto, penali. Con che coraggio possono i colpevoli diretti di questa crisi non solo sgomberare forzosamente ma addirittura annunciare di voler impedire nuovi presidi? Rovesciando il senso di colpa e castigando le vittime l’atmosfera è diventata ormai insopportabile e la superbia intollerabile. La vergogna può essere un sentimento nobilissimo, che mi auguro continui a guidarci nella direzione giusta, che è quella delle Brigadas vecinales, collettivi che proteggono i migranti dalle persecuzioni della polizia, o il progetto di StopDesahucios, o quello di No-ma des (No ma’s desocupaci’on) una rete con offerte di lavoro parallela a quella governativa. Oltre a “occupare” l’agenda mediatica il 15M in questo suo primo anno è riuscito anche nell’impresa di forzare il PP a un dialogo sulla proposta di Legge di Trasparenza.  Il 15M si è imbarcato nell’ impresa di trasformare questo clima di vergogna in una ritrovata necessità di critica, responsabilità, per ricordarci che non tutte le opinioni sono rispettabili, e che a volte, almeno per pudore, ci si dovrebbe proprio censurare.

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