Uccellacci o uccellini?

Sul determinismo tecnologico

Ovvero il modello Grillo vs Serra.

Guardando lo spot della apple sulle nuove app per iphone e ipad e leggendo il blog Ilnichilista ho ragionato sul perché la visione di quella pubblicità mi avesse infastidita.

Premetto che la prima cosa di cui dubito è l’utilità di questo post. Però non abbastanza da non scriverlo. L’epigrafe di questo post dovrebbe essere questa. Per capirci.

Criticare una civiltà malata , anche se la critica non portava a nulla, gli era sempre sembrato un lavoro utile. Ma se la presunta malattia non era affatto una malattia – se il grande sistema materialistico della tecnologia e del consumismo e della scienza medica stava davvero migliorando la vita degli oppressi- allora la sua critica perdeva ogni utilità anche la più astratta. J. Franzen

 Qualche tempo fa Serra diagnosticò Twitter affetto dal morbo echiano del rumore: «Era come se il mezzo (che mai come in questo caso è davvero il messaggio) generasse un linguaggio totalmente binario, o X o Y, o tesi o antitesi…Nessuna sintesi possibile, nessuna sfumatura[…] Puerile scontro tra slogan eccitati e frasette monche. Solo lontano da quel cicaleccio impotente si impara a dialogare, ascoltare, ragionare.»

Possiamo definire cicaleggio impotente anche i 140 caratteri che hanno messo a serio rischio la vita del poeta Hamza Kashgari, 23 anni, in Arabia Saudita? E se si sta parlando solo di frasette perché in Cina, Iran, Pakistan la Grande muraglia dei censori si accanisce sul servizio di microblogging più famoso del mondo? Gli internauti perseguitati, dalla Russia alla Corea del Sud (si si del Sud), non concorderebbero con la posizione dell’Amaca, questo è chiaro.

Antipodica visione quella di Grillo che prevede una democrazia 2.0 che, è solo questione di tempo, si sostituirà alla gerontocrazia del sistema partitico.

Gli aspetti da considerare sono tantissimi, come spiega Evgeny Morozov in L’ingenuità della rete. Entrambe le posizioni sono inadeguate perché ignorano l’importanza del contesto in cui Internet si diffonde, e  quali sue caratteristiche abbiano quali effetti in quale tipo di società.

La conseguenza può essere quella di ridurre  i cittadini digitali a una massa indistinta che reagisce agli stessi stimoli con le stesse risposte, l’individuo collettivo di Freud, ma anche quella di dar voce ad ogni individualità, valorizzandola fomentando il citizen journalism e la trasmissione di informazioni. Ma anche riguardo al giornalismo partecipativo è necessario fare delle valutazioni. Nell’era della cyber ideologia all’opposizione essere/avere si sostituisce la categoria essere/condividere e il rischio è quello di condividere ancor prima di essere. Infatti crearsi un’opinione è un processo che richiede un tempo, l’assimilazione di una notizia non è mai immediata, la verifica della stessa men che meno, e, come sappiamo, non possiamo ignorare la catena di informazioni soggiacente a ogni nuova conoscenza.  Ma è innegabile che internet, e i social media in particolare, abbiano avuto un impatto sul modo in cui la nostra società concepisce l’informazione, la politica e la sua stessa civile e democratica convivenza.

E inoltre, la tecnologia si salva dal modello neoliberista che con le sue perversioni ha generato la crisi odierna?

Se tecnologia rima con creatività è anche vero che è una parte importante di quel modello economico che Weber identificava con il protestantesimo individualista, una sorta di spirito del mercato. E il mercato, dice Michael Sands, crowd out morals. La nostra vita probabilmente in alcuni casi è cambiata in meglio grazie ai progressi tecnologici, ma forse questa è davvero solo una conseguenza involontaria. Che lo scopo primo non resti quello di intensificare l’ideologia capitalista, il consumismo, farci desiderare, sentirci esclusi/inclusi? Certo si potrà obiettare che tutto l’insieme di queste considerazioni sono solo banalità, di certo non aggiungono nulla di nuovo, ma qualcosa stanno domandando.

Forse per questo vedere lo spot delle apps di apple mi commuove e infastidisce, o forse più semplicemente mi piacerebbe tanto avere un iphone.

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One thought on “Uccellacci o uccellini?

  1. Non è per niente inutile ragionare su questi aspetti, secondo me è assolutamente necessario. anzi dovrebbero farlo molte più persone senza la paura, che credo spesso agisca da deterrente, di apparire come antimoderni. Ed è ancora più importante parlarne quando qualche profeta parla di democrazia 2.0.

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