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La Buona Banca.

Il mio articolo sulla Buona Banca, Malaga uscito per «L’Unità»(qui il link) e pubblicato sul blog di Gad Lerner, qui.

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E’ quasi magia.

Nulla muore mai in una vita. Tutto sopravvive. Noi, insieme, viviamo e sopravviviamo. Così anche ogni cultura è sempre intessuta di sopravvivenze. Nel caso che stiamo ora esaminando, ciò che sopravvive sono quei famosi duemila anni di imitatio Christi, quell’irrazionalismo religioso. Non hanno più senso, appartengono a un altro mondo, negato, rifiutato, superato: eppure sopravvivono. Sono elementi storicamente morti ma umanamente vivi che ci compongono.

Io, per me, sono anticlericale (non ho mica paura a dirlo!), ma so che in me ci sono duemila anni di cristianesimo: io coi miei avi ho costruito le chiese romaniche, e poi le chiese gotiche, e poi le chiese barocche: esse sono mio patrimonio, nel contenuto e nello stile. Sarei folle se negassi tale forza potente che è in me: se lasciassi ai preti il monopolio del Bene.
Ho sostenuto poi, anche, che nulla di ciò che è stato esperimentato storicamente dall’uomo, può andare perduto: e che
quindi non possono essere andate perdute neanche le parole di Cristo. Esse sono in noi, nostra storia.

(Pasolini, “Vie Nuove”)

Una carrellata di foto sulla semana santa malagueña scattate da Carmina Rodriguez. E’ questa, per continuare con Pasolini, la religione del mio tempo?

Qui la bella gallery del Post.

Per una Casa Invisibile e Libera.

Il video è un breve recorrido per la Casa che vale davvero la pena vedere!

Solo un breve post mattutino per continuare a festeggiare il compleanno di questo luogo magico, che rima con la mia Malaga.

5 anni fa, questa meravigliosa casa abbandonata dai vetri smerigliati e le pareti tipicamente andaluze fu recuperata da 150 persone: associazione di vicini, giovani e meno giovani, per aprire un luogo Comune dove fomentare il pensiero critico, attività sociali, e la creazione collettiva. Qui il video di quel momento.

Ora La Invisible organizza decine di tallers (tra cui le mie lezioni di italiano, il lunedì alle 21!), classi di lingua, yoga, tango, flamenco e verdiales, ma anche conferenze, dibattiti, cineforum.

Non è il classico centro sociale, almeno differisce da quella che è la mia esperienza di centro sociale in Italia, è un luogo realmente vissuto dalla cittadinanza, punto di incontro ( la bellissima caffetteria- libreria è uno dei posti più piacevoli qui a Malaga) dove far crescere un’ etica pubblica reale e comune, una cultura partecipativa e perché no anche rivendicativa.

Proprio ora la Casa si trova infatti nella precaria situazione di dover firmare un contratto, che per ora  è altrettanto “invisibile”,  con il comune per poter continuare ad esistere almeno altri 5 anni.

Ad appoggiare questo sogno di isola che non c’è ci sono tantissimi grandi nomi della cultura (tra cui Dario Fo), che non solo si sono espressi a favore del progetto ma hanno deciso di presentare spettacoli, o conferenze proprio qui. Non è un caso che anche il più grande museo di arte contemporanea spagnolo, il Reina Sofia, abbia iniziato quest’anno a collaborare con questa atipica istituzione culturale spontanea, riconoscendone non solo il valore sociale ma anche le potenzialità creative. Non solo mi auguro che la casa Invisible invecchi moltissimo di più, ma che figli, si riproduca fuori dai confini iberici, perché un posto così cambia visibilmente la vita di tutti.

Málaga. Solares.

In Ricchezza delle nazioni Smith teorizzava l’esistenza di una mano invisibile che, provvidenzialmente, regolava il libero mercato trasformando l’egoismo di ciascuno in un antidoto globale all’indigenza generale, elevando così a Perfettissimo il modello di economia liberal-capitalista che noi ben conosciamo.

Forse Smith, come ci spiega Cohen, semplicemente non ci aveva azzeccato col titolo che, corretto, sarebbe: Richezza del mondo, povertá delle nazioni, o forse La Famosa Mano ci e`scappata di mano.

Restano i segni urbani di una guerra invisibile, che non si incarna nel suono delle bombe, nei corpi devastati delle immagini dei reportage di guerra. Muri senza una casa, terre senza padrone, governate solo dalle macerie e da piante infestanti.

La mano del mercato certo ha l’arma dell’invisibilita´, ma basta una passeggiata ad occhi aperti per annullarne il potere. L’inevitabile conseguenza di svelare l’insvelato, di vedere la guerra invisibile, e`poi decidere da che parte vuoi combattere.

Questa è la cartografia di una città durante la guerra invisibile.

Se volete resistere, cercate su FB il gruppo Malaguistan o http://antiarquitecturaenmalaga.blogspot.com/.

Visualizza la Mappa di solares  di Malaga.

 

Virginia Negro